Il Castello Fienga PDF Stampa E-mail
venerdì 30 gennaio 2009

A  ridosso della collina del Parco, in un’importante posizione strategica, si erge una struttura fortificata posta a controllare l’ampia valle del Sarno sia nella parte verso nord e il mare che nella stretta gola tra Nocera e Cava de’ Tirreni. Della parte medievale dell’edificio resta solo una torre poligonale (probabilmente dei sec. XII-XIII), collocata nel punto più eminente della collina. Ai suoi piedi si stendeva il castello, di cui oggi restano deboli tracce dopo le radicali modifiche attuate nel secolo scorso e nel nostro ad opera delle ultime famiglie che lo hanno posseduto (i Fienga e i Guidobaldi). La struttura attuale, posta su due livelli, ha una pianta rettangolare e comprende, nella parte bassa, il cortile con ambienti posti intorno alla torre medievale e adiacenti al parco naturale che si estende su tutta la collina. Nella parte più alta, un’ampia piazza d’armi è circondata sui quattro lati da ambienti con il prospetto merlato (neogotico ottocentesco) e, in un angolo, dalla cappella edificato alla metà dell’800.

 

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 Castello Medioevale Fienga, uno dei capisaldi del principato longobardo di Salerno. Notevole è la torre pentagonale duecentesca, dotata anche di finestre ogivali. Oggi restano solo poche strutture emergenti dal terreno e, nel sottosuolo, i sotterranei e le cucine. Ugualmente sono scomparse le tre cerchie di mura che sorgevano intorno alla collina e che nel ‘500 e nel ‘600 furono dai duchi utilizzate come recinzione per un’ampia riserva di caccia. Sulle rovine dell’edificio, alla metà dell’ ‘800, la famiglia Fienga, divenuta proprietaria della collina, fece costruire l’edificio che oggi corona la stessa, e che era fornito di bei giardini ed ospitava una notevole collezione di reperti archeologici provenienti sia da Nocera che dal territorio di Pompei e Scafati
Tomba di Gianbattista Castaldo, grande condottiero del ‘500, le cui imprese sono ricordate da una lunghissima epigrafe latina

 

 

Il Castello medievale di Nocera Inferiore o Castello del Parco è una struttura del X secolo che sorge sulla sommità della Collina del Parco o Collina di Sant'Andrea. L'area, nel XIX secolo è passata in mano privata. Vi è stato realizzato l'attuale palazzo Fienga. Oggi è tornata in mano pubblica, facendo parte dei beni del comune.

 

La struttura originale è conosciuta sin dal 984, ma il maniero risale probabilmente a epoca più antica. I ruderi del castello costituiscono una struttura trapezoidale monca di un lato, che si sviluppano intorno ad un ampio cortile (chiamato fantasiosamente: sala della Cavallerizza).

Molto suggestiva l’area detta “voliera”, ad ovest del castello, nella quale sono ancora in piedi tre archi gotici. Sono ancora in luce le ampie cisterne e tratti di due delle tre cinte murarie originali, nonché le cisterne.

Leggende locali parlano di una serie di cunicoli al di sotto del maniero che lo collegavano a punti anche lontani della città (come Materdomini di Nocera Superiore).

Storia [modifica]

Sorge sulla Collina del Parco, che ospitò i nocerini che nell’alto medioevo lasciarono Nuceria per costruire la nuova città in ambiente più protetto.

Caposaldo del sistema difensivo dei Longobardi di Salerno nei confronti dei Bizantini di Napoli, il borgo che si venne a creare era difeso da un sistema a tripla cinta muraria: la prima intorno al castello; la seconda al centro della collina; la terza a difesa dell’insediamento alle sue falde.

Nel 1138 fu distrutto dalle truppe Ruggero II assieme al villaggio del Borgo. Ricostruito, appartenne alla famiglia dei Filangieri. Passato al dominio diretto degli Angioini, vi fu tenuta prigioniera fino alla morte Elena degli Angeli, vedova di re Manfredi di Svevia.

Lo possedette Carlo Martello, amico di Dante e vi nacque, probabimente, ma sicuramente vi crebbe San Ludovico d'Angiò.

Nel '300 Giovanna I lo cedette con la Città al fiorentino Niccolò Acciaiuoli, che vi ospitò nel 1362 Giovanni Boccaccio (come ci dice lui stesso nella epistola 2). Nel 1385 papa Urbano VI, durante la guerra per la successione a Giovanna I, vi fu assediato per alcuni mesi dalle truppe di Carlo III di Durazzo. Dal castello il papa dovette reprimere una congiura ordita contro di lui da alcuni cardinali.

Nel 1512 fu acquistato con la Città da Tiberio Carrafa, primo duca di Nocera, e fu usato come residenza fino alla costruzione del fastoso palazzo ducale ai piedi della collina, dove è oggi l’ex caserma Tofano.

Gradualmente abbandonato, andò decadendo finché nell'800 fu acquistato dai Fienga, che ne spianarono una parte costruendovi su la villa residenziale oggi esistente. Attualmente è di proprietà del Comune che ne ha ceduto in comodato una parte alla Provincia.

La Torre Normanna [modifica]

La torre poligonale (probabilmente risalente al XIII secolo) fu costruita dalla famiglia Filangieri intorno al 1230-1250.

E’ collocata nel punto più alto della collina. Dalla sua sommità, posta a circa 150 m slm, è possibile ammirare tutta la piana dell’agro nocerino, fino al mare ed alle isole maggiori dell’arcipelago flegreo.

Alle spalle dell’ingresso della torre un vi è un ambiente voltato che ospita un affresco molto rovinato, probabilmente residuo della scomparsa cappella palatina dedicata a San Leone.

Personalità legate al Castello [modifica]

Il Palazzo Fienga [modifica]

La struttura attuale, realizzata dalle famiglie Guidobaldi e Fienga (la seconda nota per la mania per il collezionismo che l'ha portata ad accumulare circa 3000 reperti di epoca romana) , è stata costruita affianco alle strutture medievali, col preciso intento di non obliterarle.

Posta su due livelli, ha pianta rettangolare e comprende, nella parte bassa, due cortili: il primo è posto intorno alla torre medievale; il secondo, più ampio, è un’ampia piazza d’armi circondata sui quattro lati da ambienti con il prospetto merlato.

Vi si affaccia anche una cappella con una piccola cupola che fu edificata intorno alla metà dell’800.

Durante l’estate ospita manifestazioni teatrali e musicali.

L’edificio ospita la sede del Patto territoriale dell’Agro Nocerino Sarnese.

Il Teatro virtuale [modifica]

Teatro Virtuale della Valle del Sarno

[[Immagine:|290px|Immagine del Teatro Virtuale della Valle del Sarno]]
TipologiaArcheologia Realtà virtuale
IndirizzoPalazzo Fienga, via del Parco, Nocera Inferiore
Telefono+39 081 9205911
Fax 
Posta elettronica[mailto: ]
Sito[1]

Il palazzo ospite anche il Teatro Virtuale della Valle del Sarno che, visitabile previa prenotazione, propone attraverso la realtà virtuale un excursus archeologico che passa attraverso le ricostruzioni alcuni dei principali monumenti dell'agro nocerino sarnese: la tomba della principessa (VIII secolo a.C.) di San Valentino Torio, che fa parte della Cultura delle tombe a fossa della Valle del Sarno, la Tomba del Guerriero (IV secolo a.C.) di Sarno, testimonianza di epoca sannita per poi giungere all'epoca romana con Nuceria Alfaterna con il teatro ellenistico - romano di Pareti (I secolo a.C.) e la Necropoli di Pizzone a Nocera Superiore, e il suo ager, con la visita alla Villa rustica di Numerius Popidius Narcissus Maior (I secolo d.C.) a Scafati.

Il teatro è stato realizzato nella sala conferenze del palazzo di Nocera Inferiore e dispone sala ha 96 posti a sedere.