CARLO CATUOGNO: Dipinti, gouaches,ceramiche
venerd́ 05 aprile 2013

ImageSabato 6 aprile alle ore 19,00 sarà inaugurata presso la sala delle conferenze del Museo-Frac di Baronissi la mostra antologica CARLO CATUOGNO: dipinti, gouaches, ceramiche.

 

L’esposizione, ordinata da Annamaria Restieri, inquadra l’esperienza dell’artista salernitano dai primi anni Ottanta ai lavori realizzati in questo ultimo decennio: in gran parte opere di proprietà dell’artista alle quali si vanno ad aggiungere significativi dipinti provenienti da collezioni private. Nelle tre ampie sale che articolano la Galleria dei Frati, posta al primo livello della struttura, trovano posto poco più di quaranta opere, tra queste le tele I miei pensieri al chiaro di lunadel 1988, Risveglio del 1991 e Dall’alto delle betulle  degli anni Ottanta, Se la luna andasse a dormire nel mare del 1997 fino a La grazia spettinata passa sull’acqua dello scorso anno, cui si affiancano due grandi pareti animate da gouaches, nonché alcune recenti ceramiche. «Con la mostra di Carlo Catuogno – scrivono nella breve introduzione al catalogo Giovanni Moscatiello sindaco di Baronissi e Nicola Lombardi assessore alla cultura – il Frac torna ad ospitare la pittura nella sua dimensione novecentesca che è anche la tradizione astratta ed informale. La scelta è di insistere, come nella linea tracciata anni addietro, sulla molteplicità dell’offerta culturale, tale da evitare inquadramenti troppo allineati alle mode dell’attualità: una scelta che caratterizza il Museo-Frac, facendolo tra le rare esperienze del territorio culturale meridionale. Con i dipinti di Catuogno si torna alla pittura, anche in senso didattico perché tale necessità ha guidato l’organizzazione di questa mostra, che evoca una forza espressiva, quella dell’uomo che dialoga con il suo presente».

 

«Carlo Catuogno era approdato all’alba del decennio Novanta – osserva Massimo Bignardi – alla riscoperta di una materia alchemica della pittura: essa non era più un luogo nel quale scavare, fino a livellare la superficie e annotare i segni di un'archeologia personale e privata. La materia riconquista la superficie, anzi esplode in avanti, quasi come se volesse liberarsi dal suo stato di colore, prendere corpo nello spazio, lasciare la metafora e divenire luogo implicito del racconto».

Una scelta di poetica che troverà una sua marcata attualità nei lavori realizzati nel Duemila: «Si tratta di dipinti – rilevaAda Patrizia Fiorillo –, nei quali l’artista pur mantenendo intatto il caratteristico levitare dell’immagine in forma di nucleo centrale, sembra essere approdato ad un nuovo stadio del proprio processo creativo. È ancora la materia alchemica scaturita da un gesto vitale, dalla carica di una pressione libera, prodotta come una danza entro lo spazio chiuso della superficie a dare vita a questi spazi di pittura, salvo a vedere che è proprio quella materia riguadagnata alla superficie ad assumere in essi una caratteristica diversa».

«Nell’arco di tempo che va dalla fine degli anni Novanta ai primi anni del 2000 – scrive Annamaria Restieri –, una nuova spazialità sembra prendere il sopravvento. Opere quali Se la luna andasse a dormire nel mare del 1997 a La grazia spettinata passa sull’acqua del 2012, rivelano composizioni più aeree dalle quali si dipanano gesti decisi, energici accompagnati da piccole macchie di colore ora più chiare ora più scure che conservano in sé echi di trascorsi pittorici.  La pittura di Catuogno vive di attimi, di vibrazioni liriche e di fuggevoli impulsi che nascono dal di dentro, accompagnano l’esistenza dell’artista per poi depositarsi sul supporto, sia esso carta, tela e ceramica. Come una seconda pelle, l’arte porta con sé i segni evocativi di un vissuto intriso di ricordi e sensazioni su un tracciato immaginativo in costante divenire».